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Film, Psicologia

“A cosa pensi, mamma?” “A domani”

Il film Mia madre è un film ricco di emozioni.
Emozioni forti, invasive, invadenti.
Quelle che ti sorprendono e ti attanagliano di fronte alla malattia e alla morte: l’inadeguatezza, l’impotenza, i sensi di colpa, la rabbia.
Quelle che ti fanno cercare un modo, il proprio modo, di esserci, accanto a chi si sta perdendo, fisicamente, per sempre.
Quelle che ti fanno sperimentare la solitudine e l’angoscia sottile nella quotidianità.
E poi ci sono gli incubi e i sogni. I ricordi. I conflitti. Le paure.
I tentativi di restituire quell’accudimento e quella cura ricevuti da bambino. La gratitudine per quell’amore profondo che non sempre si è riusciti a esprimere al meglio.
Il trovarsi di fronte alle proprie debolezze, mancanze e insicurezze. Il ritrovarsi.
Il dolore, vivo, legato alla morte.
Il sentirsi fuori posto e la fatica. Di esserci e di rimanere.

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