Film, Psicologia

Una cosa è una cosa, non quel che si dice di quella cosa

Il confine tra essere e apparire è oggi quanto mai labile. Vivere è recitare. La propria identità non è più solo collegata ai vari sistemi sociali di cui ognuno fa parte, ma è quella definita e spietatamente decretata dagli altri.

Riggan Thompson è l’emblema dell’uomo che vuole solo sentirsi amato. Difficile in una società in cui esisti solo attraverso i tweet, i like e i video virali.
Chi sono io? Realtà e finzione, verità e rappresentazione si mischiano nella mente del protagonista mentre cerca di rispondere a questa domanda.
Riggan ci prova ad essere un altro da quello che appare, o forse ad apparire diverso da chi realmente è. Ma nel volere disperato di dimostrare che è più di una maschera, realizza drammaticamente che sta cercando di interpretare un ruolo (l’attore di teatro): nella vita vera esiste solo come uomo-uccello.
E nella lotta finale tra le due parti di sé, tra l’apparenza e la sostanza, Riggan annulla totalmente la sua individualità, completamente assorbito dall’immagine che gli viene imposta dalla collettività, e vola definitivamente libero di essere ciò che appare.

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